Viaggio in USA tra i luoghi degli avvistamenti UFO

La storia degli Stati Uniti pullula di episodi enigmatici. Marfa, Roswell, Area 51, Devils Tower. Extraterrestri o fenomeni naturali? Ecco le tappe imperdibili per un tour alle soglie del mistero…

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Un tipico disco volante

Gli avvistamenti UFO, è vero, sarebbero secondo la “clipeologia”, o paleoufologia, attestati da secoli: fonti antiche come Diodoro Siculo, Plutarco, Plinio il Vecchio, Cicerone e Seneca raccontano di prodigi e mirabilia celesti, cronache medievali registrano scudi infuocati volanti, un’incisione del 1561 di Hans Glaser, tipografo tedesco, ha fatto pensare a un’invasione di alieni a Norimberga, mentre una famosa Madonna col Bambino e San Giovannino, al Palazzo vecchio di Firenze, raffigurerebbe una navicella spaziale (ma si pensi anche alla fantarcheolgia della OOPArt).

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Secondo la OOPart i Nativi Americani conoscevano gli UFO (nella foto Newspaper Rock, Utah)

E’ però indubbio che la vera e propria stagione degli avvistamenti UFO, acronimo coniato nel 1952 dalla United States Air Force  e che significa Unidentified Flying Object, vale a dire “oggetti volanti non identificati”, sia iniziata in concomitanza con la Seconda Guerra Mondiale e risulti strettamente intrecciata alla storia degli USA. Negli States hanno avuto luogo gli episodi “pionieristici” dell’età moderna: la famosa battaglia di Los Angeles del 1942 e l’ondata (flap) del luglio 1947, iniziata alla fine del mese precedente con l’avvistamento del magnate Kenneth Arnold, affiancato mentre il suo areo privato sorvolava il Mount Ranier (stato di Washington) da 8 presunte navicelle, e proseguita pochi giorni dopo col celebre Incidente di Roswell, di cui parleremo più sotto. Questi fenomeni hanno subito catturato l’interesse dell’opinione pubblica e delle istituzioni, che avviarono il Progetto Blue Book, indagine dell’Areonautica Militare protrattasi fino al 1969 (di quasi 13000 oggetti osservati, circa 700 sono rimasti no identificati, ed oggi il tutto è on-line). Fantasmi figli di Guerra Fredda e visioni da fantascienza? Fatto sta che gli UFO hanno spesso interessato i Presidenti USA in persona (vedi questo succoso articolo del Corriere), dalle apparizioni avute da Truman (un carosello di dischi sulla Casa Bianca), Carter, Eisenhower, Reagan, fino alle mezze confessioni di Obama (che coinvolgerebbero, stando a un recente pezzo di Panorama, anche il Sommo Pontefice) e alle mail di Hilary Clinton relative a extraterrestri e al Pianeta X Nibiru. E il documento più letto mai prodotto dall’FBI, datato marzo 1950, riguarda proprio gli UFO, stando a Focus.

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Gli inquilini della Casa Bianca hanno avuto molti contatti con gli UFO

Non possiamo nel presente articolo addentrarci all’interno della selva intricatissima dell’ufologia, la disciplina, subliminare rispetto alla scienza, che si occupa di raccogliere, documentare, classificare le varie testimonianze. Per incontri ravvicinati del 1°, 2° e 3° tipo o rapimenti (sulla classificazione vedi questo pezzo molto chiaro di Focus), dischi e luci, visitatori alieni e bagliori infuocati, consigliamo i siti del Centro Italiano Studi Ufologici e l’eccellente Ufo.it, oppure gli statunitensi Mufon, organizzazione no-profit tra le principali al mondo, e NUFORC, il National Ufo Reporting Center che raccoglie segnalazioni quotidiane.

Noi ci limiteremo a suggerire i luoghi iconici legati a fenomeni rimasti inspiegati negli USA. Tappe di un possibile viaggio “ai confini della realtà”, citando il titolo italiano del telefilm americano The Twilight Zone, nato in piena epopea UFO. A metà strada tra il nostro pianeta i misteri dell’Universo.

Roswell – La capitale mondiale degli UFO

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 Roswell, sull’altopiano del New Mexico

Questa cittadina di circa 45.000 abitanti nel cuore dell’altopiano ardente del New Mexico avrebbe continuato a sonnecchiare in eterno nella sua pigrizia indolente se non fosse stato per il “crash” che l’ha eletta a indiscussa capitale mondiale degli UFO. Certo, vi sono anche nati, in successione, Pat Garrett, lo sceriffo che uccise Billy the Kid, John Denver, stella della musica country, e la splendida Demi Moore. Non hanno però giovato in termini di celebrità al loro luogo natio quanto il mitico incidente di Roswell, avvenuto il 2 luglio del 1947 a circa 100 km dal centro abitato. In quel caldo giorno d’estate i contadini dei ranch udirono un fragore immenso e furono accecati da un bagliore improvviso. Sebbene con quasi completa certezza, stando ai referti ufficiali delle autorità militari (uscite, il che è emblematico delle incognite, tra 1995 e 1997), si trattò dello schianto di un pallone aerostatico della United States Air Force (nel contesto del Progetto Mogul, altra pagina della Guerra Fredda), l’idea che le forze di sicurezza nazionale abbiano tenuto nascosti i rottami di un’astronave extraterrestre e corpi esangui d’alieni continua a stuzzicare molti. Sono soprattutto gli Ufologi a sostenere l’idea di una strategia di cover up, o congiura del silenzio.

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Ricostruzione di un alieno all’UFO Museum di Roswell

La letteratura a proposito, senza contare le citazioni cinematografiche e musicali, è infinita. Non sono mancate le falsificazioni, su tutte il video Ray Santilli di un’autopsia su alieni e una foto di Penthouse. Per un’idea generale non ci si deve perdere, a Roswell, l’UFO Museum, il più grande al mondo dopo quello di Instanbul, un concentrato di cimeli, ricostruzioni, manichini, un misto di perizia documentaria e squisito kitsch americano. E ogni anniversario dell’incidente si può prendere parte all’UFO Roswell Festival, kermesse esaltante di concerti, eventi gastronomici, appuntamenti in costume che, nel 2015, ha attratto ben 30.000 partecipanti. Nei paraggi di Roswell, rimanendo in tema aerospaziale, merita una visita il Museo della Walker Air Force Base, la più grande base del Strategic Air Command, organismo preposto tra 1946 al 1992 alla gestione dell’arsenale nucleare statunitense. Qui a Roswell tutto riporta all’intreccio, affascinante e colmo di lati oscuri, tra Guerra Fredda e fantascienza, segreti di stato e giochi di potere. Nulla di identificato, insomma.

Area 51- Dove gli USA nascondono gli UFO

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L’accesso all’Area 51 è severamente vietato

Nevada Test Site n.51, questo è il nome ufficiale della zona desertica, secca e riarsa, di oltre 26.000 chilometri quadrati, che a circa 200 km da Las Vegas si allarga sulle sponde del Lago Grom, un bacino prosciugato e desolante. Intorno altri territori destinati a test missilistici atomici. Insomma, una regione interdetta, un pezzo d’America inaccessibile se non ai membri delle forze armate, spiato durante la Guerra Fredda dai satelliti sovietici. Oltre la strada sterrata nota col nome Extraterrestrial Highway il mondo finisce. La supposizione che al di là dei confini il governo statunitense terrebbe nascoste all’umanità astronavi e testimonianze UFO, potrà sembrare una teoria complottistica. Fatto sta che l’USAF ne ha ammesso l’esistenza solo pochi anni fa. Ciò non può che soffiare sul fuoco delle varie teorie, tra cui la più nota asserisce che gli alieni superstiti di Roswell qui collaborino con i tecnici aeronautici statunitensi. Magari per testare gli aerei spia prodotti durante la spartizione bipolare del mondo con l’URSS. Attenzione: mai superare i confini, infatti “beyond this area” l’uso della forza è legittimo. Magari di origine aliena.

Le luci UFO di Marfa

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L’Osservatorio delle luci di Marfa

Rimanendo nel South West tanto amato dagli UFO (verrebbe da dire, con una spiegazione razionale, per la presenza di basi militari nei cui paraggi non è difficile imbattersi in strani oggetti, dato il passaggio frequente di velivoli), passiamo in Texas, dove si registra uno dei fenomeni più controversi, le cosiddette Marfa lights o Marfa ghost lights, dal nome di un villaggio, poco meno di 2000 anime, sperduto nel Deserto di Chihuahua. Non è dato sapere se le luci di Marfa, – bagliori distanti, di colori che vanno dal bianco e rosso al verde e blu, luci subitanee o persistenti che si muovono in gruppi, quasi a creare delle circonvoluzioni di danza, fuochi fatui che hanno fatto pensare alle più svariate spiegazioni per rendere ragione della loro apparizione abbagliante – siano UFO  oppure riflessi creati nel cielo da automobili o fuochi accesi in lontananza. I dati scarseggiano anche a proposito del numero di avvistamenti (circa 10-20 all’anno) e manca una documentazione chiara. Per tornare con i piedi sulla terraferma della scienza, poco distante dal tratto della U.S. Route 67 nel quale si concentrano i punti luminosi si può compiere un tour guidato al McDonald Observatory, centro astronomico d’eccellenza famoso per essere stato teatro, nel 1948, della scoperta di Miranda, una luna satellite di Urano.

Devils Tower, ovvero Incontri ravvicinati del terzo tipo

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Devils Tower, ovvero il Mato Tipila sacro ai nativi

Pochi film sono riusciti a incarnare le tendenze di un’intera generazione, raccogliendone attese, ansie e fantasie, come la pellicola di Steven Spielberg, Incontri ravvicinati del terzo tipo. Il film, uscito nel 1977, riprendeva tematiche di fantascienza collegandole a tutto l’immaginario figlio dell’era tecnologica e della fine del millennio: come luogo di incontro con l’umanità gli extraterrestri indicarono, mediante un messaggio musicale inviato dalle astronavi, la Devils Tower, monolite di roccia ignea che si staglia per circa 400 metri sullo scenario delle  Bear Lodge Mountains, il primo National Monument degli USA. Il nome inglese è l’errata traduzione di quello nativo, “Torre dell’Orso”, legato a una leggenda che vedeva protagonista il Grande Spirito delle teologie amerindie, il quale avrebbe salvato sette vergini dall’agguato di un enorme orso che incise con le unghie le profonde scanalature della roccia nel tentativo di afferrarle dalla cima su cui erano state prodigiosamente poste al sicuro per poi divenire, assurte in cielo, le stelle dell’Orsa Maggiore. Il picco è ancora sacro per Lakota e Cheyenne. Chiunque visiti Devils Tower percepisce un’atmosfera surreale, stregata, come permeata dalla presenza di qualcosa di inspiegabile, vibrante nel silenzio delle praterie. E di sottofondo una musica cifrata che viene dall’Universo.

Snowflake e il rapimento di Travis Walton

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La chiesa mormona di Snowflake

Snowflake, in inglese, significa “fiocco di neve”. Il nome così natalizio e fiabesco non deve trarre in inganno. Infatti il clima che si respira in questo villaggio dell’Arizona è ben più sinistro e si ricollega a un celebre, quanto controverso, caso di abduction, vale a dire, secondo la classificazione Hynek un incontro ravvicinato del IV° tipo. Vittima del presunto rapimento alieno, avvenuto nel 1975 e raccontato nel 1993 dal film Fire in the Sky, fu l’allora ventiduenne boscaiolo Travis Walton, trascinato all’interno di un disco volante da un potente fascio di luce mentre lavorava, insieme a dei colleghi che furono testimoni oculari del fatto, alla manutenzione del verde nella Apache-Sitgreaves National Forest. Giorni e giorni di ricerche in elicottero da parte della polizia tra i boschi non valsero a rintracciare il giovane che si temeva fosse stato vittima di un omicidio insabbiato con il racconto dell’UFO. Cinque giorni dopo Travis, scampato inspiegabilmente alle gelide notti di novembre con indosso soltanto una maglietta, tornò dalla “gita” aliena. Il suo libro The Walton Experience ne costituisce ancora il resoconto più diretto e ricco di dettagli. I Nativi dell’Arizona già da secoli raccontano di strani “spiriti malvagi” che frequenterebbero i boschi della zona. Che non coincidano proprio con gli UFO, luminescenti nella notte, rapitori Walton? Qualsiasi indicazione sul luogo dell’abduction è reperibili nel sito web dell’Ente turistico di Snowflake, dove tutto, incluso l’avveniristico tempio Mormone, ha un qualcosa di inquietante, paranormale.

I misteri di Dulce e l’UFO Watch Tower del Colorado

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La Dulce Base rappresenta uno dei miseri più fitti dell’ufologia

Dulcis in fundo, è il caso di dirlo. Infatti, avvalendoci del gioco di parole, ci avviamo a Dulce, villaggio del New Mexico che rappresenta la quintessenza ideologica di ogni teoria del complotto. Vale a dire una realtà tenuta nascosta talmente bene da farne sparire qualsiasi prova documentaria. Peculiarità che rende evidente il carattere pseudoscientifico di elaborazioni e congetture che non soggiaciono al criterio di falsificabilità. Bene, in questo caso ci sarebbero delle testimonianze fotografiche scattate nel 1978 da un tale Thomas Costello, personaggio ancora più fumoso dei fake attribuitigli. Puoi leggere questo articolo se vuoi scoprire ogni segreto a proposito della super base sotterranea di 7 piani dove gli USA collaborerebbero con gli Alieni per conquistare il dominio assoluto sull’umanità: qui, sull’altopiano del New Mexico, potrai sperare tutt’al più di vedere qualche lampo improvviso illuminare la notte. Nella San Luis Valley del Colorado, invece, avrai a disposizione addirittura una UFO Watch Tower, inaugurata nel 2000 in una delle zone degli USA con la più alta concentrazione pro capite di avvistamenti di oggetti non identificati.

La probabilità di incontri, negli States, è molto alta. Quindi è sempre meglio stare all’erta!

 

 

 


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