Cuba, La Avana di Ernest Hemingway

Una passeggiata ne La Habana Vieja, nei luoghi che hanno segnato Ernest Hemingway, Premio Nobel della Letteratura, dove ha realizzato i suoi più incredibili capolavori: Per chi suona la campana, Il vecchio e il mare e… il Daiquiri!

Cuba Habana Vieja
Una strada de La Habana Vieja.

Quando nel 1928 Ernest Hemingway sbarcò assieme alla seconda moglie Pauline e ai figli Jack e Patrick al porto de La Avana, non sapeva che avrebbe iniziato la sua più lunga e contrastata storia d’amore. Perché nonostante le quattro mogli e le innumerevoli frequentazioni, il Premio Nobel della Letteratura del 1954 fu sempre legato, per tutto il resto della sua vita, a Cuba e a La Habana Vieja.

Ernest Hemingway Cuba Avana
Un ritratto di Ernest Hemingway all’Hotel Ambos Mundos, Avana.

Hemingway, a diverse riprese, risiedette a La Avana dal 1932 fino alla sua morte, avvenuta nel 1960, inframmezzando la sua presenza a Cuba con viaggi di lavoro e di piacere un po’ in tutto il mondo. Ma ogni volta che aveva bisogno di rilassarsi o di staccare dalla vita mondana era proprio nella capitale caraibica che lo scrittore veniva a trovare rifugio, attratto da due delle sue attività preferite: la pesca al marlin, che gli ispirò il capolavoro Il vecchio e il mare, e i cocktail nei bar cubani, che gli fecero coniare il detto “My mojito in La Bodeguita, My daiquiri in El Floridita

La Avana che Hemingway trovò non è tanto differente da quella di oggi, che ho visto con i miei occhi e che vi voglio raccontare. Il quartiere storico, La Habana Vieja, è un intricato labirinto di stradine che si aprono fra abitazioni spesso fatiscenti, dove palazzi dell’epoca coloniale sono affiancati da costruzioni dell’epoca socialista senza continuità e che sembrano usciti dalla stessa epoca. L’atmosfera che però si vive sui selciati polverosi della città è però unica, calda e contagiosa, viva più che mai. Ad aver affascinato Hemingway è stata questa atmosfera, che io cercherò di trasmettervi.

Plaza de la Catedral, Avana.
Plaza de la Catedral, Avana.

Il cuore de La Habana Vieja si trova nella Plaza de la Catedral. Una piazza barocca, spagnola e coloniale, fatta di edifici a due piani con ampi portici dove ripararsi da un sole che sembra non smettere mai di battere. È dominata dalla imponente facciata della Catedral de la Virgen María de la Concepción Inmaculada de La Habana, con i suoi due campanili gemelli. Un luogo del genere, con le sue incredibili luci e ombre ha avuto una influenza fondamentale su Ernest Hemingway, che proprio a pochi metri da Plaza de la Catedral aveva uno dei suoi punti di riferimento in città: il locale conosciuto come La Bodeguita del Medio.

 

La Boseguita del Medio, il locale di Hemingway, Avana.
L’ingresso de La Bodeguita del Medio, in Calle Emperado, La Avana.

Dalla piazza centrale si deve semplicemente imboccare la stretta calle Emperado. Una via della vera Avana, fatta di case basse e un po’ logore, ma con quell’atmosfera tipicamente caraibica e tipicamente cubana, con bimbi che giocano per strada, motociclette americane degli anni ’50 riparate alla bell’e meglio le cui marmitte sembrano lì lì per esplodere. In questa cornice si apre, in un anonimo muro, la porticina di quello che sembra un comunissimo bar.

Bodeguita del Medio, Avana
Matteo a La Bodeguita del Medio, Avana.

In realtà si tratta de La Bodeguita del Medio, uno dei locali più famosi de La Avana  e meta preferita delle serate cubane di Hemingway e di altri personaggi famosi del calibro di Pablo Neruda e Salvador Allende. Oggi La Bodeguita offre piatti caldi,mojitos ghiacciati, buona musica, tante foto e incredibili storie da bar sui tempi gloriosi de La Habana Vieja.

Calle Emperado finisce nella trafficata Avenida Belgica, una strada che divide il quartiere del centro da quello del Barrio Chino, monumentale e liberty. Qui finiva idealmente l’orizzonte di Hemingway: più in là, lungo il famoso Malecon, c’èra La Avana dei grattacieli, quella costruita selvaggiamente dagli americani negli anni ’40 e ’50, prima della Rivoluzione.

Il Capitolium Nacional de La Avana.
Il Capitolium Nacional de La Avana.

Lungo Avenida Belgica ci sono diversi monumenti che richiamano numerosi turisti: il Campidoglio, o Campitolio Nacional, oggi sede del Ministero della Scienza, della Tecnologia e dell’Ambiente; il Gran Teatro de La Avana, capolavoro liberty dell’architetto Paul Belau; L’imponente Museo Nacional de Bellas Artes con le sue oltre 45 mila opere; o ancora l’ex Palacio Presidencial, già sede del dittatore Fulgencio Batista e oggi sede del Museo della Rivoluzione. Ma tutti questi monumenti non potevano suscitare su Hemingway l’attrattiva che invece aveva un locale all’incrocio fra Avenida Belgica e Calle Obrapìa, il celeberrimo El Floridita.

L'interno de El Floridita, La Avana.
L’interno de El Floridita, La Avana.

El Floridita è completamente diverso dal Bodeguita: atmosfera anni ’40, stile regency, baristi in giacca e papillon rosso, un bancone lunghissimo e qualche tavolo assiepato attorno ad un minuscolo palco dal quale spesso e volentieri un artista locale intona una canzone. Anche la clientela che, nei momenti di auge, frequentava El Floridita era completamente diversa dall’altro bar amato da Hemingway: qui capitava di incontrare Spencer Tracy, Gary Cooper, saltuariamente intellettuali come Graham Greene, Jean-Paul Sartre e Ezra Pound.

Matteo a El Floridita, Avana.
Matteo a El Floridita, Avana.

All’interno di El Floridita, di fianco alla statua di Ernest Hemingway, vale la pena di fermarsi e godersi un Daiquiri, com’era solito fare il Premio Nobel. Questo cocktail nacque proprio qui, si dice per mano di uno dei primi proprietari del locale, il catalano Costantino Ribalaigua, ma l’istrionico Hemingway avrebbe apportato importanti modifiche al Daiquiri, rendendolo una delle bevande a base di Rhum più famose del mondo.

Da El Floridita si ritorna a respirare l’aria de La Habana Vieja imboccando Calle Muralla, un’altra stradina tipica del centro, dove bancarelle di venditori di banane e dolci fritti fanno accorrere una gran folla. Percorrendo tutta la via si giunge nella deliziosa Plaza Vieja, colorata, piena di bar e di vita, completamente differente dall’austera Plaza de la Catedral, ma ugualmente di origine coloniale.

Le strade de La Habana Vieja, Avana.
Le strette calles de La Habana Vieja.

Poco distante si trova uno dei luoghi che forse meno si lega ad Hemingway, ma che certamente è servito alla creazione del suo mito. È il Museo del Ron Havana Club, che si trova sul lungomare San Pedro, proprio davanti agli scali del porto, di cui già ha raccontato Costanza in questo suo articolo. Il museo, edificato in uno dei primi stabilimenti di Cuba, cosiddetto Solar, racconta la storia e il procedimento per produrre lo zucchero e il Rhum. Probabilmente l’autore americano non ha mai visitato gli stabilimenti, ma cosa sarebbero i suoi Mojitos e Diquiri senza l’incredibile Ron cubano?

Il porto de La Avana, vicino a Plaza Vieja.
Il porto de La Avana, vicino a Plaza Vieja.

Lasciato il museo si prosegue sul lungomare, su quel Malecón sempre colorato, confusionario, pieno di gente e di musica, una pista da ballo aperta ventiquattr’ore su ventiquattro. All’altezza del Castillo de la Real Fuerza si prende Calle O’Reilly, si attraversa l’ombrosa Plaza de Armas con le sue palme, e ci si imbatte in un edificio d’angolo, di cinque piani e intonacato di rosa. Qui sarebbe tornato Ernest Hemingway dopo una mattinata passata a pescare o una sera di divertimento, qui si sarebbe ritirato per mettere su carta i suoi pensieri.  È l’Hotel Ambos Mundos, il luogo dove l’autore risedette tra il 1932 e il 1939.

La camera di Hemingway all'Hotel Ambos Mundos, La Avana.
La camera di Hemingway all’Hotel Ambos Mundos, La Avana.

Entrando nel salone liberty dell’albergo, ancora funzionante, si può prendere un ascensore d’epoca e salire fino al quinto piano e visitare la stanza 511, la preferita dell’autore americano. Oggi essa conserva un certo numero di cimeli e memorabilia della permanenza a Cuba di Hemingway e della sua attività di scrittore. Sarebbe proprio fra queste mura che Hemingway iniziò a pianificare e a redigere il suo più grande capolavoro, Per chi suona la campana.

L’ultimo luogo che vale la pena visitare per comprendere La Avana di Ernest Hemingway lo si deve raggiungere in taxi, proprio come faceva l’autore, perché si trova ben lontano dalla Habana Vieja. Si tratta de La Finca Vigia, una tenuta che Hemingway comprò nel dicembre 1940 per se stesso e la terza moglie Martha Gellhorn, a San Francisco de Paula, pochi chilometri a Sud de La Avana. In questo suo ultimo rifugio Hemingway scrisse il suo ultimo grande romanzo, Il vecchio e il mare, e visse gli ultimi momenti di felicità nonostante le ferite e le malattie riportate nei suoi avventurosi viaggi in Africa.

Oggi La Finca Vigia è un museo dedicato allo scrittore americano, un luogo tranquillo immerso nelle fronde dei Flamboyant. Dalla splendida veranda si può godere di una magnifica vista sul mare e su La Avana, in special modo su quella Habana Vieja che fece innamorare Hemingway, dal quale lo scrittore non riusciva a separarsi nemmeno nei momenti più bui e complicati della sua esistenza.

avana_vieja_cuba
Una via de La Habana Vieja.

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