Viaggio nel South West tra i migliori Parchi americani

Un tour dei parchi americani attraverso California, Nevada, Arizona, Utah, Colorado, New Mexico, dalla Pacific Coast al Grand Canyon, per scoprire ambienti selvaggi, pueblo nativi e metropoli frenetiche…

I grandi parchi americani, amministrati da quel National Park Service che il 25 agosto 2016 ha compiuto 100 anni, rappresentano il simbolo per eccellenza della conservazione ambientale ed ecologica, divenuta uno dei principali imperativi della nostra epoca. Aree protette dove la wilderness domina incontrastata e lascia spazio soltanto a forme di frequentazione umana antiche, pre-industriali, poco invasive.

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Grand Canyon National Park

Senz’altro la regione del South West, tra l’Oceano Pacifico e i magnifici affioramenti del Colorado Plateau, vanta alcuni dei principali tra i 58 parchi americani, dei quali ben 5 inseriti nei Patrimoni UNESCO.

Le attrattive  del South West non si limitano ai National Parks, ma i  suoi 6 stati (California, Nevada, New Mexico, Utah, Arizona, Colorado) includono paesaggi e climi differenti, siti archeologici e riserve native, un variegato sostrato etnico e culturale, metropoli convulse e poliedriche. Insomma, l’ideale per completare un viaggio che, pur avendo quale fil rouge lo spettacolo scenografico e la rigogliosa biodiversità dei più famosi parchi nazionali USA, non rinunci a un’immersione a 360° nello spirito di questi States.

Ecco una proposta di itinerario per non perdersi tutto ciò che di meglio c’è da vedere.

1 – Los Angeles – Laughlin

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Los Angeles

La “Città degli Angeli” è il miglior punto di partenza per il nostro viaggio verso i parchi americani del South West. I must sono una passeggiata lungo Hollywood Boulevard, dove camminare tra le oltre 2500 stelle incastonate nel marciapiede della Hollywood Walk of Fame. Si prosegue con il celebre TLC Chinese Theatre  (noto in precedenza come e Grauman’s Chinese Theatre e Mann’s Chinese Theatre), sul cui piazzale d’ingresso hanno impresso le proprie orme, con tanto d’autografo, vip del jet set come Brad Pitt e George Clooney passando per i registi Steven Spielberg e Georges Lucas e quasi tutti i divi di Hollywood. Si parte poi in direzione Laughlin, avamposto fondato nel 1964 da un nativo, Don Laughlin, che vi aprì un casinò. Un Las Vegas in miniatura lungo il Corado River (dove si può fare anche una pagaiata, nel Big Bend of the Colorado State Recreation Area), ma più pionieristica, affascinante, selvaggia di quella del Nevada. Durante il percorso si attraversa lo spettacolo paesaggistico del Deserto di Mojave, incrociando anche la mitica Route 66, la Strada Madre.

 

2 – Laughlin – Grand Canyon National Park – Tuba City

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Arizona, il Grand Canyon State

E’ ora di entrare in Arizona (su tutte le cose da vedere nello Stato leggi questo articolo)  per visitare il Grand Canyon, uno dei parchi americani più visitati, con oltre 5.5 milioni di accessi all’anno. Non si tratta di una semplice gola, ma di una fenditura dall’aspetto apocalittico, lunga circa 450 km (per intenderci, la si potrebbe percorrere senza interruzioni da Milano ad Ancona) larga, variabilmente, tra i 500 metri e i 29 km, e con una profondità che arriva a sfiorare i 1900 metri. Il poderoso spaccato di rocce sedimentarie è un libro la cui complessa stratigrafia mostra tracce risalenti anche a 500 milioni di anni fa, un intero processo di orogenesi fossilizzato in una stasi apparente. In seguito si riprende il tour in direzione del Petrified Forest National Park dove in uno scenario marziano il paesaggio svapora nelle sue pure componenti chimiche, assemblate in una composizione salina, fatata: meravigliose le striature colorate del Painted Desert che si ammirano passeggiando attraverso tronchi fossili antichi 200 milioni di anni.

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Painted Forest all’interno della Petrified Forest National Park

Una sosta all’Old Trading Post di Cameron, stazione di posta dall’immutato fascino western riconvertita in negozio di souvenir e artigianato Navajo, e la seconda parte d’itinerario si chiuderà a Tuba City, in piena Riserva nativa, nei cui paraggi è possibile ammirare le Dinosaur Footprints, impronte lasciate circa 193 milioni di anni fa da esemplari di dilofosauro in un terreno all’epoca fangoso e palustre.

 

3 – Tuba City – Horseshoe Bend – Antelope Canyon – Monument Valley – Cortez

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L’Horseshoe Bend

Seguendo verso Nord le anse del Colorado River, si giunge a un’altra icona naturalistica dell’Arizona, l’Horseshoe Bend: nient’altro che un meandro del fiume che disegna un strettoia a forma di ferro di cavallo, come dice il nome, una U perfetta, serpeggiante in mezzo a pareti scoscese, dai colori tenui. Non molto distante è il turno di un’altra “opera d’arte” generata dall’inconsapevole genio creativo della natura, vale a dire l’Antelope Canyon, forse il più fotografato al mondo nel suo genere geologico, quello dello “slot canyon”, risultato della caparbia pressione dell’acqua: sembra un labirinto magico questo corridoio lungo, nella sua articolazione complessiva, circa 600 metri, profondo 37 e molto stretto, quasi angusto, le cui pareti d’arenaria sembrano appena modellate dal passaggio di un onda, con le loro curve lisce che hanno la consistenza di magma solido e la lucentezza fragile dell’alabastro. Non c’è due senza il tre.

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Monument Valley

La prossima meraviglia geologica  è la Monument Valley, lo sfondo inconfondibile dell’immaginario Western, si pensi ai film di John Ford: troverai perciò molto familiare l’altopiano rugginoso, nota cromatica dovuta alla la presenza di estesi accumuli di ossido di ferro, costituito dall’antico letto del Colorado, punteggiato di magnifici monoliti detti “butte” e, in termini scientifici, testimoni d’erosione.

 

4 –  Cortez – Mesa Verde National Park – Canyonlands National Park – Moab

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Cliff Dwelling al Mesa Verde National Park

Dopo l’Arizona si accede al Colorado, dove si visita uno dei parchi americani del South West più particolari, data la fusione straordinaria di componente naturalistica e presenza umana, condensata nel patrimonio archeologico di maggior rilievo di tutti gli USA. Nel Mesa Verde National Park si trovano i suggestivi insediamenti  pueblo degli Anasazi (i popoli ancestrali, in lingua Navajo): questo tavolato impervio cela circa 600 cliff-dwellings, i villaggi rupestri abitati tra il VI° e il XIII° secolo dai popoli ancestrali, prima che si estinguessero misteriosamente. Tra essi spicca l’insediamento di Cliff Palace, ritenuto il più grande sito archeologico degli Stati Uniti (ma notevoli e anche la Balcony House).

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Canyonlands National Park

E’ una vera emozione passeggiare tra gli edifici trogloditici ricavati sotto imponenti sbalzi di roccia: ci si aggira tra strutture difensive, torrette e muraglie, vani abitativi e le numerose “kiva”, locali circolari adibiti a funzione religiosa, che raccontano di una quotidianità remota eppure così tangibile. Non ci si può perdere un’altro portento geologico creato dal Colorado River, vale a dire il sistema di rifts tutelati dal Canyonlands National Park, nello Utah: un poderoso altopiano dall’aspetto marziano, rossastro, definito dallo scrittore ecologista Edward Abbey come il luogo più straniante e meraviglioso della Terra.

 

5 –   Moab – Arches National Park – Capitol Reef National Park – Bryce Canyon

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Arches National Park

Da Moab parte l’escursione  alla scoperta dell’Arches National Park, uno dei luoghi del pianeta dove l’interazione tra i diversi elementi naturali ha raggiunto una delle massime vette di magia: l’azione dell’acqua e del vento ha ricavato, da questo enorme affioramento pietrificato, oltre 2000 archi di arenaria, levigati e fragili, snelli e aerei, tra i quali è molto famoso il Delicate Arche. In seguito è il turno del best kept secret dello Utah, tra i meno noti e più incredibili parchi americani, vale a dire il Capitol Reef National Park: molte sono le sorprese in quest’area estesa a protezione del Waterpocket Fold, una cresta imponente di roccia arenaria stratificata che forma gole e canyon coltivati a frutteti dai Mormoni, ad esempio ricchissimi cicli di incisioni rupestri ascrivibili alla cultura precolombiana di Fremont, qui stanziata nei primi 1300 anni della nostra era. La tappa ideale per la notte è Bryce.

6 –   Bryce National Park – Zion National Park – Las Vegas

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Bryce Canyon National Park

Tra i parchi americani, il Bryce Canyon , un insieme di quinte, scenografiche e accidentate, che scavano parte dell’Altopiano di Paunsaugunt, è il migliore per ammirare gli hoodoos,  noti anche come “camini delle fate”, alti pinnacoli di roccia, solitamente sedimentaria, formati dall’incessante erosione degli agenti atmosferici. Qui se ne trovano vere e proprie foreste. Altrettanto grandioso il Zion National Park, gola scavata dal Virgin River che forma anfiteatri con dislivelli che toccano i 3000 metri.

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Las Vegas

Non solo natura immensa, disabitata. Sta giungendo il turno di Las Vegas, “the city of lights”, con la fiumana accecante di Fremont Street (12 milioni di luci al neon) e la confusione babelica del mitico Strip, una concentrazione unica al mondo di casinò e hotel d’alto lusso. Una notte nella metropoli del deserto è una scommessa che vale una vita.

 

7 –    Las Vegas – Death Valley National Park – Bakersfield

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Death Valley

Lasciatosi alle spalle l’accampamento luminoso di Las Vegas, si ripiomba nella desolazione inospitale, maestosa, dello zoccolo roccioso del South West. Varcando il confine della California, si incontra uno dei parchi americani che detiene il maggior numero di primati: infatti il Death Valley National Park risulta il più esteso a livello continentale, il più caldo e il più basso. Si tratta di una depressione (Badwater, bacino di sale a -86 metri popolato da crostacei di ignota provenienza, è il punto più profondo degli States) lunga 225 km e larga circa 40, un tempo occupata da un mare evaporato, il cui nome sinistro è emblematico di un ambiente antitetico alla vita, rugoso, assetato, inciso da calanchi, come a Zabriskie Point, e coronato da picchi vulcanici che superano i 3000 metri. Visitati i luoghi più iconici di questo microcosmo estremo, tra cui il Furnace Creek Visitor Center, ci si dirige a Bakersfield, culla negli anni 50 di un genere autoctono di musica country del quale scoprirai tutto al Buck Owens Crystal Palace, intitolato al grandissimo musicista e cantante (ben 21 volte primo nella Billboard country music chart) che elesse la cittadina californiana a propria dimora.

8-   Bakersfield – Yosemite National Park – Merced

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Yosemite National Park

Ambiente completamente diverso è quello che ci aspetta nello Yosemite National Park, uno dei parchi americani più visitati, altro Patrimonio UNESCO (il terzo incontrato fin’ora in questo viaggio, dopo Grand Canyon e Mesa Verde): rinascerai, dopo l’aridità infernale della Death Valley, in questo acrocoro granitico della Sierra Nevada ammantato da boschi di sequoie giganti tra i quali scorrono ruscelli limpidi che si diramano da cascate impressionanti, come le Yosemite Falls, alte ben 700 metri. Un tempio della biodiversità che mostra il volto primigenio, incontaminato, fresco e verde, dell’ecosistema montano del Nord America. Scendendo lungo la San Joaquin County, considerata il frutteto degli States, con pausa consigliata nella cittadina agricola di Merced.

9 –  Merced – 17-mile Drive – Monterey – San Francisco

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17 Mile-Drive

Il tour dei parchi americani del South West si avvia alla conclusione, ma non senza riservare le proprie emozioni finali. Sosta a Monterey, la prima capitale coloniale della California, adagiata su una baia scenografica a nord di Big Sur, la costa dei poeti (specie della Beat Generation, leggi questo articolo), famosa per i romanzi di John Steinbeck, uno squisito stile architettonico spagnoleggiante  e una cucina marinara con pochi rivali nella Pacific Coast. Da Monterey si imbocca una delle strade panoramiche più romantiche e aeree degli USA, la 17-Mile Drive, tra Pacific Grove e Pebble Beach. Conclusione del viaggio, inevitabile, è San Francisco, la città simbolo dell’avanguardia, della controcultura, dell’apertura, del melting pot culturale. Non saranno solo i must Civic Center, Union Sqare, Chinatown, Fisherman’s Wharf e Alcatraz Island  a inebriarti, ma tutta l’atmosfera di Frisco, rivolta ad East, alla fine di un continente.

 

 

 


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