Perché un viaggio in Tennessee? Seconda puntata: da Nashville a Memphis

Prosegue il nostro itinerario all’insegna di musica e spirito southern in direzione di Memphis, la patria di blues e rock bagnata dal grande fiume del Nord America, il Mississippi…

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Tipica farm del Middle Tennessee

Giusto il tempo di sentirsi già quasi un abitante di Nashville, ed è ora di ripartire, tagliando di netto, da East a South West, il territorio del Middle Tennessee, in direzione Memphis. 350 km dominati in larga parte da foreste (di cui alcune porzioni rappresentano il residuo di un immenso bosco di castagno americano che un tempo ammantava vaste aree del continente) attraversate da fiumi gonfi, in salute, aperte qua e là da campi di tabacco o granturco e farms che si fanno maggiore spazio quando si esce dalla Interstate 40 lungo le stradine di campagna.

Procedendo, non ci si accorge con piena coscienza, ma piuttosto si subodora, che qualcosa sta cambiando. Si può paragonare questa premonizione a una lenta, impercettibile discesa. A uno smussamento progressivo, che addolcisce le linee visibili. A un generale ampliarsi del paesaggio.Il risultato finale sarà l’apparire di una differenza netta. Al posto degli affioramenti ruvidi del plateau degli Appalachi, mi troverò di fronte alla valle del Mississippi, fertile, pingue, umida, l’immenso colon del Nord America, lo scolatoio di tutte le sue acque e della sua polpa, verdissima, febbricitante, incisa dall’alveo color terra, odoroso di fango e pelle, davvero simile al Nilo (per questo Memphis fu chiamata così, in onore della Menfi egizia), sicché non è azzardato parafrasando Erodoto dire che questa regione degli States, e il suo eccezionale ibridismo culturale, sono un “dono del fiume”.

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Il fiume Mississippi con una delle molte chiatte  che lo solcano lente

La popolazione diventerà prevalentemente nera, erede degli schiavi impiegati nel più grande emporio di cotone al mondo. Al country subentrerà la musica afroamericana, il blues e il suo figlio più famoso, il rock’n’roll, nato proprio dall’incontro del sostrato nero con le tradizioni bianche.

Dunque iniziamo l’itinerario verso Memphis. La prima tappa imperdibile è a Hurricane Hills, a un’oretta da Nashville, dove sorge  il ranch di Loretta Lynn, la grande dea del country insieme alla collega Dolly Parton. Nata nel 1932 in una famiglia molto povera del Kentucky, “The Queen of Country Music”, come è soprannominata, ha alle spalle una carriera di quasi 60 anni durante le quale è stata spesso al numero 1 delle classifiche di genere, nonché star fissa del Grande Ole Opry. Il ranch è una vasta area verde piena di attrattive per chiunque voglia passare una giornata all’aria aperta nel cuore rurale d’America: tra bei campi verdeggianti bagnati da un fiume limpido, su cui si affaccia un antico mulino, si può fare un’escursione a cavallo, pescare, addirittura affittare una cabina o campeggiare, oppure comprare memorabilia della Regina del Sud nello shop fornitissimo. Intanto ascoltiamo uno dei suoi più importanti successi, il brano autobiografico del 1976 Coal Miner’s Daughter: è lei la figlia del minatore di carbone di  Butcher Hollow, venuto a mancare per una malattia legata al lavoro prima che diventasse famosa, di cui si parla nella hit ispirerà, quattro anni dopo, il film La ragazza di Nashville (il titolo originale è proprio quello della canzone) che valse a Sissy Spacek, l’attrice che impersonava Loretta, il Premio Oscar come migliore attrice.

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Un pranzo davvero country

Dopo la visita alla casa museo di Loretta, tornato alla Food Exit di Hurricane Hills, mi stava attendendo una sorpresa in perfetto stile Tennessee. Ruspante, genuina, verace. Io e il mio compagno di viaggio Michele avevamo adocchiato un edificio alla buona, un ristorante juke joint, poco più di una baracca annunciata da una veranda con fuori la scritta Ribs BBQ che campeggiava sulla caricatura di un suino.Il pranzo è stato d’altri tempi. Serviti da una signora anziana e dalla figlia (presumo) vestita  da cow girl, in mezzo a contadini e operai del posto, in una sala spartana tappezzata di targhe che rivendicavano orgogliose le doti degli abitanti del Sud, ci siamo goduti delle porzioni abbondantissime di costolette e metà di pollo rivestiti dalla glassa dolciastra, lievemente indurita e croccante, della salsa, e a fare da contorno fagioli bianchi o immersi in un sugo piccante. Per pochi di dollari.

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BBQ Ribs and Chicken… nel cuore rurale del Tennessee

Riprendiamo la strada, magari un po’ appesantiti ma deliziati dalla rude cortesia di questa gente generosa. A breve distanza dal tempio di Loretta si incontra un altro tipo di tempio. Ecologico. Infatti qui scorre  il fiume più ricco di fauna del Nord America, il Duck River, protetto da un National Wildlife Refuge che tutela oltre 151 specie di pesci, 60 specie di mitili d’acqua dolce, scomparsi in larga parte degli Stati Uniti e qui presenti con esemplari rarissimi, e 22 specie di chiocciole d’acqua dolce. Una sosta di relax, magari per una pescata, ti farà apprezzare un ambiente incontaminato in cui già avvertirai un’anima più fluviale, valliva… si, il Tennessee sta cambiando.

Non lontano dal corso del Duck River si trova un luogo legato a un’altra icona femminile della musica country. E a una delle sue pagine più tristi. Infatti il 5 marzo del 1963 su un’altura vicino a Camden si schiantò l’aereo all’interno del quale viaggiava Patsy Cline, l’angelo ammirato da artisti del calibro di Jim Reeves, Johnny Cash ed Elvis Presley. Un omaggio al Patsy Cline Memorial, sul sito dell’incidente, sarà l’occasione per riscoprire la parabola fugace, e fulgida, di una cantante che a soli 30 anni aveva già interpretato pietre miliari come “Crazy”, “Three Cigarettes in an Ashtray”, “Leavin’ on Your Mind”, “She’s Got You”, “Walking after Midnight”, “Sweet Dreams”… ascoltiamone una:

 Prossima tappa Jackson, cittadina che durante l’800 era sede di un emporio agricolo e di un importante snodo ferroviario. Qui per anni visse il grande Carl Perkins, leggenda che incontreremo di nuovo a Memphis, come ricorda l’International Rockabilly Hall of Fame and Museum: una fantastica collezione di cimeli relativi alla pagina inaugurale nella storia del rock, tipicamente anni 50, sorta dalla fusione tra l’hillbilly degli immigrati europei degli Appalachi con il rythm and blues, tra cui spicca (con un gusto un po’ kitsch che da queste parti però ha gli accenti del classico) il defibrillatore col quale si tentò invano di salvare la vita ad Elvis. Altro interessante polo museale di Jackson è il Casey Jones House & Railroad Museum, dedicato a un mito ferroviario e della cultura popolare. Era il 30 aprile 1900 quando un treno passeggeri che sfrecciava da Memphis a Canton, in una giornata nebbiosa, si si vide spuntare all’improvviso, sullo stesso binario, una locomotiva che procedeva in direzione opposta.

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Casey Jones House & Railroad Museum

Il macchinista, Casey Jones, decise di non abbandonare il suo mezzo e si impegnò a frenare il locomotore mentre la morte gli stava piombando fatale davanti agli occhi. L’unico a perdere la vita fu lui, ritrovato sotto la massicciata con le mani ancora attaccate alla leva, e divenne subito un eroe celebrato in tutti gli States, la sua impresa descritta in una ballata folk da Wallace Saunders, collega di Casey all’Illinois Central Railroad. Il cantante agitatore Joe Hill fece però una parodia del brano in cui tacciava Jones – una sorta di antieroe rispetto al modello della Locomotiva di Guccini – di essere stato il vero responsabile dello schianto, a causa del suo atteggiamento da crumiro che non prendeva parte agli scioperi e guidava a velocità superiori al dovuto per arrivare in orario. All’inferno a spalare zolfo sino alla fine dei tempi, questo il destino ultraterreno di Casey Jones secondo Hill. Ecco la sua versione dei fatti nell’interpretazione di Pete Seeger:

Dopo una puntata di sapore al Brooks Shaw’s Old Country Store Restaurantuno spaccato autentico del 1890, saloon d’assi screpolate dove assaggiare ottime specialità del West Tennessee, un’altra meta interessante, raggiungibile mediante una veloce deviazione da Jackson, è Pinson, famosa per un importante sito archeologico di mounds, le piramidi dei nativi, in questo caso appartenenti alla cultura Woodland: ben 17 tumuli di cui il Sauls’ Mound è il secondo più alto degli States  in virtù dei suoi quasi 22 metri. Una perla da non perdere assolutamente, in direzione Memphis, è Bolivar, villaggio  di poco più di 5000 anime fondato ai primi dell’800 in una bella pianura da coloni provenienti da vari luoghi degli States e ribattezzato nel 1825 col nome attuale in onore del rivoluzionario sudamericano. Un semplice walking tour ti farà apprezzare l’intatta atmosfera antebellum che si respira tra i suoi oltre 100 edifici di grande pregio architettonico iscritti all’U.S. National Register of Historic Places.

Prima di arrivare a Memphis, altro must è l’unico museo al mondo dedicato alla “Queen of the Rock’n’Rol”, Tina Turner, altra musa di questo viaggio in Tennessee. A Brownsville nel 2012 è stato trasportato dalla vicina Nutbush il capanno di legno che fino agli anni 60 ospitò la  Flagg Grove School, l’aula dove studiò la piccola “tigre”, destinata a diventare grazie alla sua caparbietà e talento una delle più celebri star della musica contemporanea. Eccola in una delle sue esibizioni migliori, mentre canta una versione blues di “Proud Mary” dei Creedence Clearwater Revival:

Ultima tappa naturalistica alle porte della metropoli del Mississippi da non perdere sono i quasi 5000 ettari di bracci fluviali e paludi dell’Hatchie National Wildlife Refuge, reticolo di avvallamenti paludosi che rappresentano un ambiente fragilissimo e ricco di vita, sia vegetale che animale.

Eccoci finalmente a Memphis. Alla prossima puntata per scoprire tutti i segreti della patria del Rock’n’Roll.

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4 thoughts on “Perché un viaggio in Tennessee? Seconda puntata: da Nashville a Memphis

  1. Io farò New Orleans-Memphis-Nashville in viaggio di nozze. È da quando ero bambino e ho iniziato a suonare sui dischi di mio padre che aspetto e sogno di vedere dove tutto è nato. Grazie x tutte queste info. Vi seguirò assiduamente.

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