SPECIALE OLIMPIADI: in viaggio verso Rio 2016

Ho raccontato le città delle passate edizioni dei Giochi. Ora tocca all’America,  al Messico, al Canada e agli Stati Uniti, che ospitarono diverse Olimpiadi. Un itinerario che ci porterà sempre più vicino al Brasile e ai Giochi di Rio de Janeiro.

Ormai ci siamo: Le Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016 si stanno per concludere. Alle 23 ore locali (le 4 del mattino ora italiana) di domenica 21 agosto lo stadio Maracanà si illuminerà per la Cerimonia di Chiusura dei XXXI Giochi.

Rio_2016_Giochi_Olimpiadi

E anche il nostro viaggio fra le passate edizioni delle Olimpiadi si avvia verso la sua conclusione. Fortunatamente ci sono ancora diverse storie da raccontare e curiosità che vi devo svelare che riguardano le città che hanno ospitato i Giochi nelle Americhe. Dal Canada al Messico e soprattutto passando per gli Stati Uniti preparatevi all’ultimo viaggio sotto la bandiera con i cerchi olimpici!

CITTA’ DEL MESSICO 1968

Ho volutamente tralasciato di raccontarvi delle prime edizioni dei Giochi che si sono tenute nel continente americano, Saint Louis 1904 e Los Angeles 1932. Le prime furono fallimentari, quasi una macchia sulla reputazione delle moderne Olimpiadi; delle seconde rimane poco o niente, e quel poco è stato poi riutilizzato per le competizioni del 1984, che si tennero ancora nella città californiana.

Il nostro percorso parte quindi dai Juegos de la XIX Olimpiada, che si tennero nella magnifica Città del Messico nel 1968.

Mexico_City

Come già era capitato per Melbourne 1956, anche nel 1968 le Olimpiadi capitarono in un momento particolarmente turbolento. In quell’anno il mondo sembrava decisamente in fermento. Alexander Dubček prese il potere in Cecoslovacchia con la sua linea del “socialismo dal volto umano” innescando la Primavera di Praga, repressa poi in agosto dai sovietici. In Europa, soprattutto in Italia e Francia, si tennero massicci scioperi, contestazioni studentesche e il Maggio francese. In gennaio le truppe americane in Vietnam furono sorprese dall’Offensiva del Tet. Questo provocò lo scatenarsi di moltissime proteste contro la guerra in America. Ma il movimento pacifista perse le sue due guide proprio nel 1968: Marthin Luther King, assassinato a Memphis il 4 aprile e Robert “Bob” Kennedy ucciso a Los Angeles il 5 giugno.

Città_Del_Messico
Plaza de las tres Culturas

È quindi davvero turbolento il clima nel quale ci si avvia verso i giochi olimpici. Ma non è tutto: da mesi in Messico erano in atto grandi proteste contro la politica repressiva del governo. Le tensioni arrivarono al culmine il 2 ottobre, dieci giorni prima dell’inizio delle Olimpiadi: la polizia sparò sui manifestanti, uccidendone quasi 50 e ferendo gravemente anche la giornalista italiana Oriana Fallaci. I fatti più tragici si svolsero nella centralissima Plaza de las tres Culturas di Tlatelolco.

Non è un caso quindi se i Giochi della XIX Olimpiade sono ricordati per la connotazione politica che presero. La foto che meglio racconta l’edizione di Città del Messico è quella che ritrae gli atleti afroamericani Tommie Smith e John Carlos e l’australiano Peter Norman alla premiazione dei 200 metri piani. I due statunitensi ascoltarono l’inno americano a testa bassa e alzando il pugno guantato di nero, in segno di protesta contro la segregazione razziale in atto negli Usa. La loro carriera, assieme a quella di Norman –che aveva indosso una spilla dell’Olympic Project for Human Rights– finì quel giorno, ma la loro leggenda continua ancora oggi.

 

Fortunatamente di quelle Olimpiadi rimangono soprattutto dei monumenti sportivi. I due grandi stadi dove si tennero le cerimonie e la maggior parte delle gare furono lo Stadio Olimpico Universitario e il celeberrimo Estadio Azteca (dove si tennero poi le leggendarie partite di calcio Italia-Germania 4-3 e Italia-Brasile 1-4 dei Mondiali 1970). Non sono propriamente vicini al centro, ma un vero appassionato non si farà sfuggire questi “templi” olimpici. Più vicina allo Zocalo è la splendida Plaza de las Tres Culturas che entra –anche se tragicamente- nel novero dei luoghi olimpici di Città del Messico.

MONTREAL 1976

Dopo le tormentate Olimpiadi di Monaco di Baviera 1972 le cose sembrarono andare un po’ meglio con l’edizione di Montreal 1976. Nonostante gli evidenti ritardi nella costruzione degli impianti sportivi fu un’Olimpiade di discreto successo, forse non dal punto di vista economico, ma da quello atletico.

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Lo stadio olimpico di Montreal

Come molti altri giochi l’edizione non iniziò benissimo: un mese prima della Cerimonia d’Apertura le nazioni africane in blocco boicottarono le Olimpiadi. La colpa fu della nazionale neozelandese di Rugby, gli All Blacks, rei di aver disputato una tournée nel Sud Africa, dove all’epoca vigeva ancora il regime dell’Apartheid. Montreal 1976 divenne così la prima di tre edizioni “mutilate” da pesantissimi boicottaggi.
A spostare l’attenzione sullo sport ci pensò una ragazzina rumena di 15 anni che conquisto tre ori nella ginnastica, facendo parlare molto di sé. Era Nadia Comaneci, la prima atleta che riuscì a strappare un 10.0 in un esercizio di volteggio. L’atleta rumena catalizzò su se stessa l’attenzione di tutto il mondo e ancora oggi viene ricordata come la ginnasta più forte di sempre.

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Il ricordo di quelle Olimpiadi, forse non perfette ma certamente indimenticabili, vive ancora nel Parco Olimpico della CittàLo stadio dove si tennero molte delle gare è un palazzo avveniristico immerso nel verde, circondato dagli stupefacenti Giardini Botanici. Altre gare furono strategicamente spostate in città, in mete turistiche sempre nel novero dei tour di Montreal: il più importante è il Mount Royal Park, la collina che diede il nome alla città. In questa meravigliosa oasi urbana si tennero le gare di ciclismo e ancora oggi molti amanti della due ruote si godono il piacevole fresco e la meravigliosa vista che da quassù si gode su tutta Montreal!

LOS ANGELES 1984

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Dopo aver ospitato i giochi nel 1932 le Olimpiadi tornarono in California nel 1984. Los Angeles era al culmine della sua gloria, ormai avviata a diventare la “Capitale creativa del mondo”. I giochi servirono a consacrare il mito americano e furono contagiati dall’atmosfera gioiosa e spensierata che regnava sulla California. Ne è testimone il grandioso spettacolo della Cerimonia d’Apertura, un vero e proprio musical che celebrò la civiltà americana, con le musiche del grande compositore John Williams. Anche per questo il blocco sovietico decise di non prendere parte alla manifestazione, lanciando l’ultimo grande boicottaggio olimpico.

E furono proprio gli atleti a stelle e strisce a monopolizzare il medagliere. Magnifico fu l’afroamericano Carl Lewis, detto “figlio del vento”: stravinse i 100 metri piani, i 200 metri, la staffetta 4×100 metri e pure il salto in lungo!

Los Angeles è una città vivace e tutta da scoprire e i luoghi che ricordano l’Olimpiade 1984 sono ben inseriti nel tessuto urbano. Anche se molti turisti si concentrano sulle vie di Hollywood e sulle magnifiche spiagge di Santa Monica e Venice Beach, un paio di piccole deviazioni (ma nemmeno troppo periferiche) vi permetteranno di scoprire i luoghi dei giochi.

Los_Angeles_1984

Partiamo da Los Angeles Memorial Coliseum, l’unico stadio al mondo ad aver ospitato due edizioni dei giochi. Forse l’impianto non rientra nei piani più turistici, ma proprio lì a fianco c’è quell’interessantissimo California Science Center che ci ha raccontato Alessandro nel suo articolo, un museo che ospita l’ultimo Space Shuttle sopravvissuto!

Un altro stadio “olimpico” è il Dodger Stadium, dove si tennero –ovviamente- le gare di Baseball. L’impianto sorge proprio a due passi dalla vivacissima China Town di Los Angeles, un must see della Città degli Angeli.

ATLANTA 1996

Atlanta

Dopo 12 anni le Olimpiadi tornano in America con i giochi numero XXVI di Atlanta 1996. Molti avrebbero preferito che l’edizione del centenario si tenesse ad Atene, ma la Capitale della Georgia seppe tener testa degnamente alla sua corrispettiva greca. Atlanta si tirò a lucido e inaugurò quel gioiello stupendo che è il Centennial Olympic Parkuno dei monumenti più importanti della città.

Ma Atlanta non era cambiata solo dal punto di vista estetico. Per segnare un taglio con il passato e con la segregazione razziale che aveva afflitto il Sud degli Stati Uniti la Cerimonia d’Apertura fu improntata a ricordare il duro lavoro fatto per “ricucire l’America”. Gladys Knight cantò una fenomenale versione di Georgia on My Mind. Successivamente l’ex pugile Muhammad Ali rivestì l’incarico di ultimo tedoforo, accendendo il braciere olimpico. La sua mano destra reggeva la fiaccola, ma sulla sinistra si vedevano già i segni di quel Parkinson che lo avrebbe portato via il 3 giugno 2016. Alì ricevette una replica della medaglia che aveva vinto alle Olimpiadi di Roma 1960, perché quella originale l’aveva buttata via, in segno di protesta contro la segregazione razziale.

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Lo stadio dove avvenne questa toccante cerimonia si trova ancora oggi nel centro del Centennial Olympic Park, polmone verde di Atlanta. Nella stessa oasi urbana si trovano anche gli altri due famosi monumenti della città, l’Acquario di Atlanta e il World of Coca-Cola. Non ci sono ragioni quindi per non godersi un po’ l’atmosfera delle passate Olimpiadi!

E ADESSO… RIO!

Il viaggio si conclude qui. Presto le Olimpiadi di Rio 2016 finiranno, lasciandosi però dietro di sé le magiche storie dei Giochi. Forse quella che si tiene in Brasile non sarà l’edizione perfetta, ma ha saputo scegliere alcuni luoghi molto scenografici per le sue gare.

Copacabana

Come non citare il Maracanàtempio del calcio carioca, che ospiterà pure la cerimonia di chiusura dei giochi il 21 agosto? O cosa dire della scelta di usare la fenomenale spiaggia di Copacabana per le gare di Beach Volley? Non è poi forse una scelta incredibile usare il Sambodromodove di solito si svolge il Carnevale, per le gare di tiro con l’Arco e la partenza della Maratona?

Insomma, le Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016 finiscono. Ma presto inizierà la loro storia.

 


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