SPECIALE OLIMPIADI: viaggio nei luoghi dei Giochi

Le gare di Rio de Janeiro 2016 sono iniziate il 5 agosto. Per chi è partito per le vacanze o per quelli ancora a casa è arrivato il momento di godersi lo spettacolo dei Giochi della XXXI Olimpiade! Ma come dimenticare le –meravigliose– città degli scorsi giochi?
Storie, consigli e suggestioni che ti permetteranno di vivere l’atmosfera olimpica nelle città che hanno ospitato le passate edizioni.

Rio_2016

La cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016 è appena terminata. Il grande braciere è stato acceso. Con ancora negli occhi queste immagini bellissime che celebrano lo sport e il mondo mi viene un po’ di nostalgia. Già, perché, nonostante non sia tanto vecchio, da appassionato di Giochi Olimpici ne ho seguite un po’ di cerimonie d’apertura. E ogni quattro anni mi trovo a pensare: a tutti quegli atleti pronti a competere per la gloria, ma anche a tutti i paesi da cui provengono. Perché non c’è altra manifestazione al mondo che mi faccia pensare ai viaggi come le Olimpiadi.

Le città che, proprio come Rio dal 5 al 21 agosto 2016, hanno ospitato le Olimpiadi hanno mantenuto inalterata l’atmosfera cosmopolita e positiva dei Giochi. Stadi e palazzetti, ormai divenuti monumenti nazionali, possono ancora evocare emozioni forti: agli appassionati di sport ricordano indimenticabili eventi atletici che li hanno coinvolti; ai meno “sfegatati” ricorderanno sicuramente alcune vicende della loro vita che, innegabilmente, si sono intrecciate con i Giochi quadriennali.

Per questo volevo raccontarvi un po’ di piccole storie e consigliarvi un paio di posti da visitare se vi trovate a passare nelle città che hanno ospitato una delle 30 edizioni dei Giochi, per vivere un po’ di quella magia… olimpica!

Un giro del mondo che ti permetterà di scoprire alcune delle 23 città, le più esotiche ed interessanti, su cui è sventolata la bandiera con i cinque cerchi.

Nell’articolo di oggi saranno l’Asia e l’Oriente ad essere il protagonista del nostro viaggio con ben tre edizioni: Tokyo 1964, Seoul 1988 e Pechino 2008.

TOKYO 1964

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A dir la verità il nostro viaggio in Asia sulle orme delle Olimpiadi sarebbe dovuto iniziare con l’edizione del 1940, assegnata a Tokyo. Quei Giochi, i tredicesimi delle moderne competizioni, non si tennero mai. Da tre anni il Giappone aveva invaso la Cina, provocando lo sdegno della comunità internazionale. Il Comitato Olimpico boicottò la capitale nipponica, riassegnando i Giochi a Helsinki. Ma intanto Hitler invase la Polonia, scatenando la Seconda Guerra Mondiale. Per questo le Olimpiadi, nel 1940, non si disputarono.

A Tokyo le competizioni arrivano “in ritardo” di ben 24 anni. Erano le Olimpiadi del 1964 e servirono a testimoniare la rinascita del Giappone.

Fu un’Olimpiade toccante, quella del 1964. Per ricordare al mondo quello che era successo poco meno di vent’anni prima, come tedoforo i nipponici scelsero Yoshinori Sakai, nato il 6 agosto 1945, vicino a Hiroshima, il giorno della bomba atomica. Fu anche l’ultima edizione in cui partecipò la Nazionale Unificata Tedesca, nata in segno di distensione fra i due blocchi –Usa e Urss–  che all’epoca dividevano il mondo, anche nello sport.

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Il Nippon Budokan

Molti sono i luoghi che ricordano i Giochi della XVIII Olimpiade. Il Nippon Budokan nacque come stadio per le competizioni di arti marziali, ma poi l’arena divenne famosa per il mondo della musica. Nel 1966 ci suonarono i Beatles, nel 1972 i Deep Purple registrarono alcune canzoni del loro celebre album Made In Japan, Bob Dylan nel ’78 ci incise un intero cd, il Live at Budokan.

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Una veduta aerea dello Yoyogi Gymnasium

Anche lo Yoyogi National Gymnasium ha una sua parte nella storia. Questo enorme centro polivalente è il simbolo della rinascita del quartiere di Shibuya, il più movimentato della moderna Tokyo. Fino ai primi anni ’60 questa zona era controllata direttamente dalle forze dell’esercito americano, ma proprio con i lavori per le Olimpiadi Shibuya tornò ad essere pienamente giapponese, un simbolo della nuova capitale nipponica. Una visita a questo modernissimo e architettonicamente interessante impianto può essere il trampolino di lancio per un tour alla scoperta di Tokyo!

SEOUL 1988

A più di vent’anni di distanza da Tokyo ’64 le Olimpiadi ritornano in Asia nel 1988, a Seoul. In due decadi il mondo è cambiato molto: la Guerra fredda sta finendo e i popoli stanno cercando di superare le divisioni che hanno segnato il pianeta.

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Una veduta del Parco Olimpico

Dal 1976 in poi ogni edizione dei giochi è stata segnata da un boicottaggio di tipo ideologico. Per la prima volta dal 1976 vengono scongiurate le astensioni, e a Seoul si presentano gli atleti di ben 159 paesi. È il trionfo della Pace, di quella concordia globale che sembra a portata di mano. Lo testimoniano gli imponenti monumenti che vengono costruiti proprio per le Olimpiadi, assolutamente da visitare se vi trovate nella capitale della Corea del Sud: uno è la maestosa World Peace Gate dell’architetto Kim Chung-up, l’altro è il Parco Olimpico di Seoul, un luogo di quiete e tranquillità, un chilometro e mezzo quadrato dove purificare anima e corpo. Il luogo perfetto per trovare un po’ di relax fra le visite allo Gyeongbokgung Palace e lo sfrenato shopping notturno a Dongdaemun.

Le Olimpiadi di Seoul sono conosciute per lo sfarzo e per le meravigliose celebrazioni che il governo della Corea del Sud ha saputo mettere in scena. La Tigre asiatica, in pieno boom economico, non lesinò un centesimo di Won, e lo spettacolo fu memorabile.

Ma anche questi giochi hanno avuto i loro lati più oscuri. Sono state le prime edizioni in cui si è iniziato a parlare, diffusamente, di doping. Il sospetto che molti atleti del blocco sovietico usassero sostanze che contraffacessero le loro performance era già diffuso da tempo, ma nel 1988 avvenne un caso clamoroso: l’acclamato atleta canadese di origine giamaicana Ben Johnson ottenne un risultato incredibile nei 100 metri piani -9”79- che destò subito molti sospetti. Tre giorni dopo gli esami delle sue urine confermarono che aveva assunto steroidi, Johnson fu squalificato e l’oro olimpico fu assegnato all’americano Carl Lewis. Da allora e fino alle presenti Olimpiadi di Rio 2016 il doping ha sconvolto il mondo dello sport.

PECHINO 2008

Olimpiadi_pechino

Se Tokyo era rinata con le Olimpiadi 1964, se Seoul si era fatta conoscere con quelle del 1988, allora per Pechino i Giochi del 2008 sono stati la vera e propria consacrazione. Certo, ci sono stati momenti controversi, che hanno minato la stabilità dell’edizione: polemiche sui diritti umani, sull’inquinamento della capitale cinese e sulla condizione del Tibet. Ma alla fine è stato lo sport a parlare e di cose da raccontare ce ne sono tante.

Pechino_olimpiadi
Lo Stadio Olimpico di Pechino

Quella di Pechino è stata l’edizione dei record: di esborso, innanzitutto, perché è costata oltre 41 miliardi di dollari, una cifra mai spesa (e che per ora non è stata pareggiata) da nessuno degli altri Giochi; sportivi, con due atleti che sarebbero diventate le icone dell’eroe moderno, il giamaicano Usain Bolt e lo statunitense Michael Phelps. Il primo stravinse le gare di corsa, conquistando l’oro nei 100 metri, nei 200 metri e nella staffetta 4×100, segnando diversi record olimpici ancora imbattuti. Il secondo dominò la scena nel nuoto, conquistando 8 primi posti e diventando così l’atleta con più medaglie in una singola olimpiade, distruggendo il leggendario record di 7 ori di Mark Spitz.

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Particolare del Nido

Diversi sono i luoghi iconici da visitare a Pechino, sulle orme dei Giochi olimpici. Quello che spicca fra tutti è sicuramente lo Stadio Nazionale, il cosiddetto Nido d’uccello. Progettato dagli architetti svizzeri Herzog e de Meuron, che lo definirono “una scultura gigantesca, un intreccio di linee caotiche e convergenti, una superficie porosa, una “montagna” da penetrare e da arrampicare. Una piattaforma pubblica davvero capace di stimolare e legittimare l’aggregazione”. 91 mila posti, un teatro incredibile dove si svolse quella che è stata definita la migliore cerimonia d’apertura mai prodotta, con oltre 15 mila fra comparse, ballerini e musicisti. Senza tralasciare le altre meravigliose attrazioni di Pechino, per vivere un po’ di questa fantastica atmosfera olimpica, un giro al Nido andrebbe fatto.

Per ora ci fermiamo qui. Il nostro viaggio intorno al mondo ripartirà molto presto, dato che mancano ancora tante destinazioni: l’Oceania, il Sud e il Nord America!


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