Un tour di Buenos Aires con Papa Francesco

Viaggio nella capitale argentina alla scoperta di luoghi e memorie di Jorge Mario Bergoglio

 

Buenos Aires è, per tutti, tango e calcio. Citando delle icone, Carlos Gardel e Astor Piazzolla (nati però, rispettivamente, a Tolosa e Mar del Plata) e Diego Armando Maradona, che giocò in Argentinos e Boca, due club della capitale.

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La devozione colorata, latina di Buenos Aires

Tango e calcio, due grandi passioni di un altro figlio celebre di Buenos Aires, Jorge Mario Bergoglio, quel Papa Francesco che, da giovane, si divideva tra una milonga (come da una sua recente intervista) e una partita del San Lorenzo de Almagro, la squadra del cuore di cui possiede ancora la tessera n. 88235testimonia la Gazzetta dello Sport. Oggi anche il suo volto compare sui muri della città.

 

La Curia di Buenos Aires ha ideato un tour in bus della città attraverso i luoghi di BergoglioIl Circuito Papal ti accompagnerà non solo nella memoria del Gesuita e futuro Vescovo della capitale, ma nel cuore della storia argentina, della sua identità ferita, specie durante gli anni della dittatura militare, quella dei desaparesidos, tra 1976 e 1983. D’altronde la biografia di Bergoglio racchiude, nel suo destino individuale,  la vicenda di tutto un popolo: figlio di immigrati italiani (piemontesi e liguri), ha affrontato gli abusi del potere offrendo protezione ai seguaci della teologia della liberazione, perseguitati per il loro cristianesimo rivoluzionario, e ha svolto la sua missione pastorale in mezzo agli ultimi delle periferie metropolitane, in nome dell’originario ideale evangelico. Ha studiato, insegnato, lottatoE a Roma ha portato molto della sua spiritualità sudamericana, latina. Francescana. Forse l’unica capace di poter accogliere e interpretare le sfide di oggi e il delicato rapporto tra religione e società contemporanea.

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Papa Francesco sta diventando un’icona popolare per le strade di Buenos Aires, al livello degli eroi del Caminito della Boca, qui nella foto

Ecco le tappe del Circuito Papal, per scoprire Buenos Aires attraverso Bergoglio e meglio decifrare la figura del Sommo Pontefice attraverso la sua città:

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BARRIO DE FLORES

Bergoglio è il “Papa de Flores”, il Barrio dove è nato il 17 dicembre 1936, cresciuto ed ebbe, mentre si confessava nella chiesa di  San Josè de Flores, l’ispirazione decisiva per la sua esistenza. Qui si visitano la prima scuola infantile, la Nuestra Señora de la Misericordia, la piazzetta Herminia Brumana, teatro dei giochi con gli altri bambini, l’istituto Hipólito Yrigoyen, da cui uscì col diploma di perito chimico e infine la sede diocesana  nella quale fu ordinato Vescovo di Buenos Aires, nel 1992.

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BARRIO VILLA DEVOTO

L’attenzione del Papa verso gli esclusi, per tutti coloro la cui vita è stretta da nodi della difficoltà e della disillusione, parte da lontano. Da un carcere e da una chiesa. Al Barrio Villa Devoto. Nella casa circondariale Bergoglio, che studiava nel vicino Seminario gesuitico (il primo, nella storia, a sfornare un Pontefice), teneva messa per i detenuti. La splendida  Chiesa di San José del Talar è un altro luogo di Francesco: qui, di ritorno dalla Germania, il giovane prete portò una copia della Virgen Desatanudos, vale a dire che scioglie i nodi, realizzato tra fine del 600 e inizio 700 dal maestro bavarese Georg Melchior Schmidtner per la chiesa di Perlach, oggi un punto di riferimento amatissimo da tutti gli abitanti del quartiere.

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BARRIO SAN NICOLAS

Nel Barrio San Nicolás s’innalza il cuore del cattolicesimo a Buenos Aires, la CattedraleMetropolitana  dove il Vescovo Bergoglio ha celebrato le funzioni liturgiche per più di 20 anni. Dopo la visita alla splendida chiesa neoclassica ottocentesca, costruita sul modello del Pantheon, il Circuito Papal prosegue con il palazzo arcivescovile e il Collegio del Salvatore, che vide un Bergoglio insegnante di psicologia.

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MONSERRAT

Dal fonte battesimale al soglio di Pietro. Questo è la parabola in cui si inscrive la Monserrat di Bergoglio. Forse non a caso, dato che il barrio, nato a metà del 1700, deve il proprio nome alla famosa Vergine della Catalogna. Qui fu battezzato, presso la Basílica de San Carlos y María Auxiliadora, il giorno di Natale del 1936. E nel Colegio Sagrado Corazón ha vissuto per tutta la vita, fino al 1998, Suor Martha Pereyra Iraola , anche lei gesuita, con cui il Vescovo ha nel corso di decenni prestato la propria opera a favore dei bisognosi e per la quale ha avviato, divenuto Papa, il processo di beatificazione. Passando dal sacro al profano, la sede del San Lorenzo non è distante…

Tra un tango, una partita di calcio, un tramonto che muore in un parchetto, mentre la vita scorre calda, coglierai il senso di un’esistenza, il messaggio di una sfida universale eppure così incarnata in una città, nei suoi scorci, in profumi e situazioni della luce… Buenos Aires e Papa Francesco ti aspettano.


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