I 5 migliori castelli dell’Oman

Il Sultanato è una favola di oasi perdute nel deserto, dominate da fortezze secolari su cui pende una mezzaluna orientale, sospesa in un cielo tiepido… lo scenario ideale per il viaggio i tuoi sogni.

L’Oman strega con una sensazione dolce, rarefatta, da incanto che dilegua come il pallore dell’aurora. Una sensazione di lieve nostalgia, da feccia in fondo del bicchiere quando la festa è finita e rispunta un nuovo giorno, da quartina di Omar Khayyam: 

bevi il vino alla luce della luna, o Luna, ché la Luna
molte volte ancora spunterà, e noi non troverà più.

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Tipico tramonto dell’Oman

D’altronde l’Oman è quasi Persia, distante solo quanto lo stretto di Hormuz. Un anfiteatro di montagne incise da vallate dove si coltivano le rose, maestosi fondali rugginosi, spogli, incisi da canyon simili a spaccati apocalittici di intere ere geologiche che scendono come costole calcificate, incise dai wadi, verso il deserto profumato d’incenso, l’aroma  intenso dell’Arabia Felix, ricavato dagli alberi contorti di luban, di cui l’Oman è uno dei principali produttori al mondo.

In mezzo mille e un’oasi sorvegliate da castelli favolosi, svettanti sopra il folto opaco dei palmeti con i loro massicci bastioni d’adobe levigato, dello stesso colore ocra e sabbioso dei monti retrostanti.

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Le tombe coniche di Bat, risalenti al 3000 a.C.

Tra un fortilizio e l’altro, sorprese nascoste, preziose, in cui risuonano echi che rimandano all’epopea di Giglamesh e alla sumera Dilmun, da identificare con la necropoli d’alta quota di Bat, patrimonio dell’Unesco, alla Bibbia col probabile sepolcro di Giobbe, il personaggio definito “il più grande tra tutti i figli d’Oriente”, al Corano con i resti della mitica Ubar, l’Atlantide del deserto sprofondata nelle sabbie del Quarto Vuoto, alle leggende abbassidi con l’epopea di Sinbad il Marinaio, forse originario di Sohar.

Tutto il mondo antico è racchiuso nella penombra arabeggiante dell’Oman, retta dal 1749 dalla stessa dinastia regnante. Seguire i suoi castelli sarà il modo migliore per scoprirla, e sognare. Ecco i 5 imperdibili.

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Muscat, ancora difesa dalle sue tre fortezze portoghesi

Prima tappa Muscat, la capitale, nota anche come regina del golfo, che già Tolomeo citava definendola porto nascosto, snodo nevralgico sulla via dell’incenso. I Portoghesi, giunti con Vasco da Gama nel 1507 e scacciati circa un secolo dopo, munirono lo scalo marittimo di ben tre fortezze, Mustrah, Al-Jalali e Al-Mirani, dalle linee sinuose, esotiche che ancora sorvegliano un sogno senza tempo, brulicante a sera nei mercati tradizionali, famosi per i pregiati pugnali d’argento, simbolo nazionale, su cui risuona il canto del muezzin della meravigliosa Grand Mosquefamosa per il tappeto più grande al mondo.

A Nizwa, nascosta in un’oasi rinomata per i suoi datteri, ammirerai l’ancestrale sistema di irrigazione Aflaj, Patrimonio Unesco, e farai compere in un suq rimasto intatto nei secoli, come il suo castello, il più esteso della penisola arabaun dedalo di cortili, torri, corridoi luccicanti sorvegliati da cannoni.

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Gli interni del forte di Nizwa

Poco distante Bahla vanta forse quella che è la quintessenza di ogni castello, una struttura avvolgente, con torri d’adobe che si elevano per ben 55 metri d’altezza, costruito tra 1200 e 1300. Ti sembrerà di essere davanti alla descrizione di una delle città invisibili di Calvino quando supererai una delle quindici porte che si aprono nella cinta muraria e ti faranno fare l’ingresso in un dedalo medievale: ti perderai tra le viuzze del suq, ammirando le famose ceramiche locali, per poi visitare la Moschea del Venerdì e il suo sontuoso Mihrab, un tesoro intarsiato. Il tutto patrimonio dell’Unesco.

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Il forte di Bahla, Patrimonio dell’Unesco, è forse il più scenografico dell’intero Oman

Altra meta imperdibile è il presidio fortificato di Jabrin, aell’interno del paese, edificato nel corso del 1600, sotto la dinastia Yaruba. Dai camminamenti di questo scrigno architettonico, che ospitava una fiorente corte pronta a soddisfare qualsiasi vezzo del sultano Bil’arab bin, ammirerai un paesaggio sconfinato, monotono…

Per chiudere potrai spingerti all’estremo nord-est dell’Oman, nella penisola del Musandam, exclave nel territorio degli Emirati che si allunga nello stretto di Hormuz col suo profilo sfrangiato e addentellato da fiorditanto da essersi guadagnata l’appellativo di Norvegia d’ArabiaQuesto paradiso dello snorkeling, coi suoi bracci di mare terso, celeste, è la meta prediletta per i weekend degli abitanti delle vicine metropoli emiratine, come racconta Joseph O’Neill nel suo romanzo L’Uomo di Dubai. Vengono a godersi anche la pace, quasi solo un gorgoglio di fontana, del castello di Khasab, di costruzione portoghese.

Le sue mura, oggi, lo difendono dal tempo, dall’incedere di una civiltà che ha dimenticato il silenzio, la calma. Qui toccherai l’anima dell’Oman… poco più in là, d’altronde, è già Persia.


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