5 must d’arte classica negli USA

Gli Stati Uniti ospitano alcune delle principali raccolte al mondo di testimonianze greco-romane e del Mediterraneo antico… e alcune sorprese.

Viaggiare negli USA a caccia di tesori d’arte classica provenienti dalle poleìs greche, dalle tombe etrusche, dalle ville romane, dalle profondità marine di una delle principali culle della civiltà, il Mediterraneo antico o, se si vuole, dai templi egizi, non è un’utopia. Anzi. Gli Stati Uniti vantano alcuni dei musei di reperti classici migliori al mondo, con cataloghi e concetti espositivi da fare invidia alle analoghe istituzioni dei paesi d’origine di quelle culture millenarie.

Se è vero che i primi abitanti d’Europa ad approdare nel Nuovo, per noi, Continente, sarebbero stati i naviganti norreni che, abituati ai rigori della Groenlandia, quando avvistarono le coste verdeggianti dell’odierna isola canadese di Terranova (dove sorge, diciamolo per inciso, un sito vichingo bene UNESCO) la chiamarono Vinland, a quanto pare “terra del vino”, già molto prima del X° secolo i Greci espressero una tensione irrefrenabile verso Occidente.

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Odisseo, il primo europeo che sentì il richiamo del West

Il West, insomma, manda lusinghe di sirena da lungo tempo: è stato il giardino delle Esperidi, la figlie della Notte, l’ultimo approdo al di là le terre abitate, destinato ai Beati, e poi il Paradiso Terrestre cristiano. Fino a quando un marinaio genovese non cambiò la storia. Un suo antenato, Odisseo, nell’ansia di “divenir del mondo esperto”, varcò le Colonne d’Ercole e, come gli profetizzò Tiresia, avrebbe finito i suoi giorni una volta giunto presso un continente ignoto, i cui abitanti non usavano navi né salavano i cibi… che non fosse proprio l’America?

 

Lasciando perdere discutibili divagazioni mitiche, gli Stati Uniti, al fine di presentarsi come eredi autentici e legittimi della tradizione culturale europea, interpreti veraci dei suoi ideali più illuminati, fin dai primi anni di vita fecero un costante riferimento al mondo classico, in tutti i campi, dall’architettura alla letteratura, acquisendo col tempo notevoli collezioni antiquarie, espressioni perfette, nella mentalità diffusa dell’epoca, delle creazioni immortali dell’umanità. Ecco le attrazioni top 5:

METROPOLITAN MUSEUM OF ART – NEW YORK CITY

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Sarcofago marmoreo con trionfo di Dioniso e delle Stagioni, 270 d.C.

Lo storico Museo attiguo al Central Park non è solo il più grande degli States e il più visitato al mondo, ma un vero e proprio pezzo di Mediterraneo a Manhattan: oltre 17.000 oggetti che coprono un arco temporale dal 4500 a.C. (per intenderci il periodo di transizione l’Età della Pietra e quella del Bronzo) fino al 330 d.C., sotto Costantino. Statuette cicladiche, kouroi arcaici, la magnifica biga etrusca di Monteleone, il sarcofago di Amato, eccezionale tomba in pietra policroma proveniente da Cipro, ceramiche attiche, statue e busti, affreschi pompeiani, fino al sontuoso sarcofago con il trionfo di Dionisio e le Stagioni. Forse non ti basterà una giornata, o una vita…

 

 

MUSEUM OF FINE ARTS – BOSTON

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Testa femminile etrusca

No, non ti sembrerà di essere a Boston, nel Massachussetes terra promessa dei Padri Pellegrini, ma a Tebe d’Egitto o Atene, Tarquinia o Tivoli. La sezione Art of the Ancient World, la più cospicua nelle Americhe, è una delle massime raccolte enciclopediche al mondo, oltre 85.000 reperti che vanno dal 6500 a.C. al 600 d.C., e spaziano dal vicino Oriente ai remoti confini imperiali di Roma. Rimarrai ammutolito di fronte ai capolavori dell’Antico Regno egizio e della Nubia, della ceramistica greca e della scultura funebre romana.

 

ART INSTITUTE OF CHICAGO 

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Busto di matrona romana – Art Institute of Chicago

È una vera chicca, la sezione antica e bizantina dell’Art Institute of Chicago, il secondo museo degli Stati Uniti per dimensione, celebre soprattutto per i quadri fondamentali dell’800 francese. Certo, dati i suoi 5000 tesori esposti non può rivaleggiare in termini quantitativi con altre gallerie, ma ciò la rende più intima, preziosa, risuscitando come per incanto un’atmosfera misterica. Il volto marmoreo di Antinoo, il giovane amante di Adriano divinizzato dopo la sua tragica morte, è di una bellezza increspata, dolorosa. Una delle tante meraviglie che ti attendono.

GETTY VILLA – MALIBU

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Un porticato della Getty Villa di Malibu

Il miraggio di ogni appassionato di arte classica, il luogo che sogna da tutta una vita. Alla Getty Villa infatti ammirerai non solo 44.000 capolavori d’arte ellenica e imperiale, ma una sede museale unica, che riproduce, nella luce bionda della costa californiana, la domus dei papiri di Ercolano. I porticati prospettici e simmetrici, i giardini rinfrescati da fontane, la brezza dell’Oceano, tutto concorrerà a farti sentire uno dei protagonisti delle Tusculanae Disputationes di Cicerone. Un’epifania pulita, armoniosa, serotina della Res Publica. Nelle sale non crederai ai tuoi occhi. La pop star è il celebre Atleta di Fano, scultura bronzea attribuita a Lisippo o alla sua scuola, emersa dalle acque dell’Adriatico nel 1961.

 

COPIA DEL PARTENONE – NASHVILLE

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Partenone di Nashville

La civiltà antica ha un simbolo indiscusso, il Partenone di Atene, il tempio costruito all’acme dell’impero attico sotto la supervisione di Fidia, emblema imperituro del genio greco, cioè ordine e armonia che riscattano il divenire e l’imperfezione,  totalità comprensiva delle parti. Correva il 1897 quando a Nashville, nella vasta piana del Tennessee, ne fu edificata una copia che lo riproduce secondo lo splendore originario. Non un semplice clone, ma l’espressione della nostalgia – la parola fondamentale degli eroi omerici – per un tempo perduto che sorride da lontano come un’infanzia irripetibile. Dunque un monumento al rimpianto, sull’enorme ventre d’America. Dove alla fine Odisseo, c’era da credere al poeta e alla sua parola, “muthos”, è arrivato. E aspetta tutti noi.

 

 


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